Cardinal Martini: "Perdo la mia voce, ma non ho paura del silenzio"

"Mi trovo in una condizione che non è ancora di totale afonia. Grazie all’aiuto di terapisti e con l’ausilio di mezzi tecnologici posso ancora comunicare, seppur con molta fatica. Non riesco quindi a descrivere bene ciò che sto vivendo, se un chiudersi della comunicazione verbale o lo sforzo di parlare ancora malgrado tutto". In questa maniera il Cardinal Carlo Maria Martini ha risposto sulle pagine del Corriere della Sera alla domanda di un lettore riguardo al morbo di Parkinson che lentamente gli sta facendo perdere l'uso della parola.
"Non ho paura del silenzio" dice il Cardinal Martini. E continua: "Mi vado chiedendo tuttavia cosa voglia dirmi il Signore con questa crescente difficoltà che da un lato sto combattendo, dall’altro sto accettando."
" Invoco il patrocinio di Papa Wojtyla, perché il suo gesto più umano fu quello di battere il pugno sul tavolo quel giorno in cui ebbe l’evidenza di non poter più comunicare a voce con la gente. Lui sa quanto sia faticoso non poter esprimere verbalmente ciò che si ha nel cuore. Sono ancora, quindi, in viaggio e come ogni viaggio vedo e sperimento cose nuove. Sento che si tratta di una condizione che apre a orizzonti misteriosi, senza dover confliggere necessariamente con altri orizzonti."








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