Così scrive Mariam dalla Parrocchia di Beer Sheva

Giovedì 4 gennaio 2018, circa 30 donne ebree, musulmane e cristiane si sono ritrovate insieme. In realtà ero l'unica rappresentante cristiana ("sale della terra", come ha detto Gesù), ma con una grande speranza che altre si unissero a noi. L'incontro si è svolto in una fattoria chiamata Project Wadi Attir, un progetto agricolo che unisce l'esperienza beduina tradizionale con la tecnologia moderna. Abbiamo trascorso l'intera mattinata a discutere sullo stato della donna nelle tre religioni. L'attenzione si è concentrata principalmente sul modo in cui ciascuna religione vede la donna, in particolare per quanto riguarda: matrimonio e divorzio, eredità, libertà sociale, libertà di lavorare e di studiare. Ogni religione ha citato testi di fonti religiose inerenti a questi problemi dandone una interpretazione. Io ho presentato il punto di vista cristiano, secondo il quale le donne erano e continuano ad essere partner uguali in tutto (tranne che per l'ordinazione sacerdotale): Maria è una figura molto importante come madre di Gesù Cristo. Ci sono esempi nel Nuovo Testamento di donne che servivano Gesù non solo con il loro lavoro, ma essendo prima di tutto sue discepole. Ci auguriamo che questi tipi di incontri attirino più donne, specialmente dalla nostra parrocchia.