La biblista francese, Anne-Marie Pelletier, e’ stata scelta da Papa Francesco per scrivere le meditazioni della Via Crucis del Venerdi’ Santo, 14 Aprile 2017, presieduta dal Pontefice al Colosseo a Roma. Presentiamo qui di seguito il testo della terza stazione.

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TERZA STAZIONE
Gesu’ e Pilato

Dal Vangelo secondo Marco
Al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso (15, 1. 3. 15).

Dal Vangelo secondo Matteo
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!» (27, 24).

Dal libro del profeta Isaia
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti (53, 6).

MEDITAZIONE

Roma di Cesare Augusto, la nazione civilizzatrice, le cui legioni si propongono la missione di conquistare i popoli per portare loro i benefici del suo giusto ordine.

Roma, presente anche alla Passione di Gesù nella persona di Pilato, il rappresentante dell’Imperatore, il garante del diritto e della giustizia in terra straniera.

Eppure, lo stesso Pilato che dichiara di non trovare alcuna colpa in Gesù, è colui che ratifica la sua condanna a morte. Nel pretorio dove Gesù viene processato, la verità risplende: la giustizia dei pagani non è superiore a quella del Sinedrio dei Giudei!

Decisamente questo Giusto, che attira stranamente su di sé i pensieri omicidi del cuore umano, riconcilia ebrei e pagani. Ma lo fa, per ora, rendendoli ugualmente complici dell’uccisione di lui stesso. Tuttavia, viene il momento, anzi è vicino, in cui questo Giusto li riconcilierà in altro modo, per mezzo della Croce e di un perdono che li raggiungerà tutti, ebrei e pagani, li guarirà insieme dalle loro vigliaccherie e li libererà dalla loro comune violenza.

Una sola condizione per aver parte a questo dono: sarà confessare l’innocenza dell’unico Innocente, l’Agnello di Dio immolato per il peccato del mondo; sarà rinunciare alla presunzione che mormora dentro di noi: «Io sono innocente del sangue di quell’uomo»; sarà dichiararsi colpevoli, nella fiducia che un amore infinito avvolge tutti, ebrei e pagani, e che tutti Dio chiama a diventare suoi figli.

PREGHIERA

Signore, nostro Dio, davanti a Gesù consegnato e condannato, noi non sappiamo fare altro che discolparci e accusare gli altri. Per tanto tempo noi cristiani abbiamo addossato al tuo popolo Israele il peso della tua condanna a morte. Per tanto tempo abbiamo ignorato che dovevamo riconoscerci tutti complici nel peccato, per essere tutti salvati dal sangue di Gesù crocifisso.

Donaci di riconoscere nel tuo Figlio l’Innocente, l’unico di tutta la storia. Lui che ha accettato di essere “fatto peccato per noi” (cfr 2 Cor 5, 21), affinché per mezzo di lui tu potessi ritrovarci, umanità ricreata nell’innocenza nella quale ci hai creato, e nella quale ci rendi tuoi figli.

Pater noster

Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?