Tavola rotonda: l'Olocausto alla luce delle religioni
I membri del panel hanno affrontato questioni significative e stimolanti: dov’era Dio durante l’Olocausto? Qual era il ruolo e il significato della fede, della compassione, dell’amore per l’umanità e della solidarietà durante l’Olocausto? E come possiamo integrare questi valori nella società di oggi?
Tutti i partecipanti hanno convenuto che Dio era effettivamente presente durante l'Olocausto, accanto al Suo popolo, nei cuori dei giusti, che hanno sofferto loro stessi mentre cercavano di alleviare la sofferenza degli altri.
Fr. Roman ha spiegato che Dio concede agli esseri umani la libera volonta’, come affermato nel Libro di Deuteronomio 30:19: “Io chiamo oggi a testimoniare contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, affinché vivi tu e la tua discendenza”.
Ha spiegato che Dio ci invita a scegliere il bene e la vita ma non ci impedisce di scegliere il male e la morte.
Inoltre, p. Roman ha sottolineato che non avremmo imparato molto dall’Olocausto se trascuriamo la sofferenza di altre nazioni, come Armenia, Ruanda, Bosnia e altre. Dobbiamo riconoscere l'umanità in ogni individuo, creato ad immagine di Dio; altrimenti le guerre non avranno fine.
Una settimana prima, il 4 maggio, p. Roman, insieme a Rabbi Elkana Sharlo e Shayk Khalil e sua moglie hanno incontrato gli studenti di Mekhina (Scuola preparatoria dell'esercito) di Shoval.


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