Chi può sposarsi nella Chiesa cattolica? Queste linee guida cercano di dare una risposta a coloro che desiderano sposarsi in chiesa.

 

(Importante: Queste linee guida non sostituiscono la consultazione con il parroco
o il cappellano o, in circostanze particolari, con l’Ordinario locale)

 

A. CHI PUÒ SPOSARSI NELLA CHIESA CATTOLICA?

Ogni battezzato può sposarsi eccetto:

- Coloro che non hanno raggiunto l’età legale per il matrimonio. In Israele 18 anni.

- Coloro che sono già sposati – compresi i cattolici sposati in chiesa ed ognuno che si è sposato fuori della chiesa (sia civilmente sia secondo riti di altre confessioni cristiane o di altre religioni)

- Coloro che non sono abili di vivere il matrimonio a causa di impedimenti insormontabili (impotenza per motive fisici o psichici, minorati psichici …).

- Coloro che non esercitano il loro libero volere ma sono costretti in una qualche maniera al matrimonio (da altri, dalle circostanze ecc.).

Un cattolico che si è sposato validamente non può risposarsi fino a che:

- il partner è morto

- il matrimonio è stato dichiarato nulla dalla Chiesa. Non è sufficiente che il matrimonio sia stato sciolto dall’autorità civile.

Separazione, abbandono, infedeltà o la presa di un altro partner non liberano il cattolico dal legame di un matrimonio valido.

B. CHI PUÒ SPOSARE UN CATTOLICO?

Un cattolico può sposare una persona dell’altro sesso che ha raggiunto l’età legale per il matrimonio, ad eccezzione:

- Qualcuno che è già legalmente sposato.

- Qualcuno che non può dare il suo consenso a causa di un impedimento mentale o poiché è costretto al matrimonio contro la sua volontà.

Un cattolico può sposare un non-cattolico a queste condizioni:

- Se il non-cattolico è di un’altra Chesa (ortodossa o orientale) o di un’altra comunità cristiana riconosciuta (protestante o evangelica), allora il matrimonio in chiesa necessita dell’autorizzazione dell’Ordinario locale ed è un matrimonio completamente sacramentale. Il partner non-cattolico deve accettare di rispettare la fede e l’impegno del partner cattolico. Inoltre il partner cattolico deve promettere sinceramente di fare tutto ciò che è in suo potere affinché i figli siano battezzati e cresciuti nella fede cattolica.

- Se il non-cattolico è un ebreo o un mussulmano, allora il matrimonio necessita una dispensa dall’Ordinario locale ed il sacerdote in chiesa benedice il matrimonio. Non può essere un matrimonio pienamente sacramentale visto che uno dei due partner non è battezzato Il partner non-cattolico deve accettare di rispettare la fede e l’impegno del partner cattolico. Inoltre il partner cattolico deve promettere sinceramente di fare tutto ciò che è in suo potere affinché i figli siano battezzati e cresciuti nella fede cattolica.

- Se il non-cattolico, sia esso cristiano o non-cristiano (ebreo o mussulmano), è divorziato è necessario ricevere dalla Chiesa un giudizio che agli occhi della Chiesa il matrimonio precedente è nullo

- Se il non-cattolico rifiuta di sposarsi in una chiesa cattolica, la parte cattolica può richiedere una dispensa dal matrimonio nella chiesa dall’Ordinario locale. Questa è data solamente in circostanze straordinarie. Il matrimonio deve comunque essere celebrato in pubblico con testimoni.

C. COS’È UN MATRIMONIO IN CHIESA?

Un matrimonio tra due cattolici in chiesa è valido e sacramentale.

Un matrimonio tra un cattolico ed un non-cattolico battezzato, con il permesso necessario per il matrimonio in chiesa, è valido e sacramentale.

Un matrimonio tra un cattolico ed un non-cattolico non battezzato, con la necessaria dispensa, è valido ma non sacramentale.

Un matrimonio tra un cattolico ed un non-cattolico, senza il permesso necessario, è illicito per la Chiesa ma valido.

D. ALTRI TEMI RELATIVI

Un cattolico, che è libero di sposarsi, che vive con un’altra persona di sesso opposto, che è libera di sposarsi, può sposarsi in Chiesa.

Ogni cattolico che vive con un partner senza essere in un matrimonio santificato dalla Chiesa si deve sentire libero di consultare il sacerdote della propria comunità. Spesso i sacerdoti, canonisti e vescovi hanno proposte che possono portare le persone che vivono in situazioni irregolari più vicine alla Chiesa.