Il 2 Febbraio la Chiesa cattolica celebra la presentazione di Gesu’ al Tempio, 40 giorni dopo la sua nascita.

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40 giorni dopo Natale, la Chiesa celebra la prima entrata di Gesu’ al Tempio (cf. Luca 2,22-40). Nel Vangelo e’ scritto che i suoi genitori, osservanti della Legge, vennero al Tempio alla fine del tempo della purificazione di Maria (40 giorni dopo la nascita di un figlio maschio secondo la Legge di Mose’, come sta scritto nel libro del Levitico 12,2-8). San Luca fa riferimento anche alle leggi del riscatto dei primogeniti maschi (nominati in Esodo 13). Secondo la Legge, la donna deve portare “un agnello di un anno come olocausto e un colombo o una tortora in sacrificio di espiazione” (Levitico 12,6). Il fatto che la famiglia di Gesu’ abbia portato “una coppia di tortore o di giovani colombi” e’ un segno chiaro che la sua famiglia non era benestante ma piuttosto povera. La Legge di Mose’ dichiara esplicitamente: “Se la donna non ha mezzi da offrire un agnello, prendera’ due tortore o due colombi: uno per l’olocausto e l’altro per il sacrificio espiatorio. Il sacerdote fara’ il rito espiatorio per lei ed essa sara’ monda” (Levitico 12,8). Luca unisce l’osservanza della legge nel Levitico con la legge che riguarda il riscatto del primogenito che troviamo in Esodo 13,2 e 13,11-16. Gesu’ e’ simile a noi in tutto percio’ anche lui deve essere riscattato e circonciso l’ottavo giorno (cf. Luca 2,21).

Nel Tempio, Simeone, uomo giusto che aspettava il conforto d’Israele, si avvicino’ ai genitori di Gesu’. Lui e Anna, la profetessa, rappresentano il popolo di Israele, che attende il Messia. Puoi leggere qui la storia di Simeone e Anna. Hanno riconosciuto Gesu’ come l’atteso Messia e ne gioiscono. (Il termine “consolazione” di Israele echeggia i versetti di Isaia 40,1ss che iniziano con: “Consolate, consolate...”). In questo giorno, con l’arrivo della famiglia di Gesu’ per osservare la prescrizione della purificazione della madre e il riscatto del figlio, Simeone riconosce il bambino come la consolazione promessa a Israele. La preghiera di Simeone: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola”, la si trova nella preghiera della compieta che i cristiani, fino ad oggi, recitano prima di andare a dormire. I nostri occhi hanno davvero visto la salvezza di Dio in Gesu’ (Luca 2,30, cf. Isaia 40,5). Egli e’ la luce delle genti (Luca 2,31, cf. Isaia 42,6, 49,6) e la gloria di Israele (Luca 2,31, cf. Isaia 46,13).

Questa festa viene celebrata sin dal IV secolo e inizialmente fu chiamata Festa dell’Incontro: l’incontro di Gesu’ con Simeone e Anna che rappresentano l’intero popolo di Israele. Mediante loro Gesu’ incontra anche tutta l’umanita’. C’e’ un’antica descrizione della festa, come veniva celebrata nella Chiesa del Santo Sepolcro alla fine del IV secolo, scritta da Egeria, la suora che venne in pellegrinaggio in Terra Santa. Nella Chiesa cattolica in questo giorno si celebra anche la festa di tutti coloro che hanno consacrato la loro vita al servizio di Dio e della Chiesa.

La Comunita’ Cattolica di Lingua Ebraica si raduna nella casa che porta i nomi dei Santi Simeone e Anna.