A Natale, la Chiesa ricorda la nascita di Gesu’ Cristo. In pieno inverno, quando il buio e il freddo regnano sul mondo, Dio ci manda suo figlio, come un bambino, nato a Betlemme. Accogliamolo pieni di gioia con cuore e braccia aperte. Padre David ci condivide alcune riflessioni sulle letture.

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Durante l’Avvento, la Chiesa si prepara alla nascita di Gesu’ Cristo. La prima lettura della vigilia di Natale e’ dal libro del profeta Isaia: “Poiche’ un bambino e’ nato per noi, ci e’ stato dato un figlio; (...) ed e’ chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace” (Isaia 9,5).

Il Vangelo di San Luca racconta la storia della nascita di Gesu’. Secondo il racconto, i suoi genitori, Giuseppe e Maria, da Nazaret, dove risiedevano, si affrettano a Betlemme a causa del censimento. “Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7 Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perche’ non c’era posto per loro nell’albergo” (Luca 2,6-7). Facciamo alcuni commenti sul testo.

1. Dobbiamo ricordare l’importanza di Betlemme nella storia del popolo di Israele. Ci e’ facile collegare Betlemme alla figura del re Davide poiche’ Gesu’ sara’ ricordato proprio come “figlio di Davide”. Betlemme, per i profeti, e’ legata alla promessa della ricostruzione della dinastia di Davide e del regno di Israele (cf. Michea 5,1, la prima lettura della quarta domenica di Avvento). Comunque noi dobbiamo anche ricordare l’importanza di Betlemme nei giorni prima che ci fosse un re in Israele. Alla fine del libro dei Giudici, Betlemme e’ considerata un luogo buio dal quale il peccato si diffonde in tutto il popolo di Israele. Mica, dalle colline di Efraim, che costruisce un santuario per un idolo pagano, cerca un sacerdote per officiare nel suo tempio e lo trova a Betlemme (Giudici 17,7-8). Un levita, delle montagne di Efraim, si prese per concubina una donna di Betlemme e la loro tragica storia condurra’ il popolo di Israele alla guerra civile (Giudici 19-21). Betlemme, alla fine del libro dei Giudici, e’ fonte di male e di peccato, idolatria, prostituzione, violenza. La Betlemme di questo periodo, ci ricorda forse il nostro mondo nei suoi momenti piu’ bui. Tuttavia, Dio non abbandona Betlemme e agisce in modo sorprendente. Egli manda a Betlemme una figlia moabita (una nazione che, secondo la Legge, deve essere totalmente e per sempre separata da Israele, Deuteronomio 23,4). Rut, che ci sorprende con la luce della sua fede, porta luce a Betlemme. Rut ci prepara alla sorpresa di Dio nella Vergine Maria che divento’ la madre di Gesu’ Cristo. Quando il mondo e’ nelle tenebre e non c’e’ modo di uscirne fuori ... Dio, padre fedele, manda la sua luce in modo sorprendente.

2. Il bambino fu deposto in una mangiatoia. Si deve ricordare che una mangiatoia non e’ un posto abituale dove deporre un bambino appena nato. Gli animali mangiano dalla mangiatoia. Tuttavia, il posto dove il bambino e’ deposto ci introduce nel grande mistero della nostra fede cristiana: Gesu’ dara’ il suo corpo per nostro cibo. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna” (Giovanni 6,54). Gesu’ non e’ venuto nel mondo per essere vicino a noi ... la vicinanza non era sufficiente per lui. Egli vuole essere parte di noi, del nostro stesso essere. L’apostolo Paolo spiega che Gesu’ e’ la sua vera vita: “Non sono piu’ io che vivo, ma Cristo vive in me” (Galati 2,20). Gesu’ ci e’ stato dato come un bambino cosi’ che anche noi possiamo diventare come bambini, e trasformarci fino a diventare come lui.

3. E’ interessante notare che la ragione per cui Gesu’ e’ deposto in una mangiatoia, secondo Luca, e’ che non c’era posto per loro nell’albergo. In Avvento, abbiamo cercato di preparargli un posto cosi’ che quando viene lui lo possa trovare. Comunque, e’ importante notare che Luca usa la parola “albergo” solo un’altra volta nel suo vangelo (in Greco la parola e’ “katalu,ma” per descrivere il luogo dove Gesu’ dara’ il suo corpo come cibo ai suoi discepoli, “nella stanza” (come sta scritto in Luca 22,11: “Dov’e’ la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”). Alla sua nascita, Gesu’ fu deposto in una mangiatoia perche’ non c’era posto per loro nell’albergo, tuttavia, quando il tempo fu compiuto, lui diede se stesso ai suoi discepoli, e lo fece nella locanda.

A Natale, i discepoli di Gesu’ sperimentano la grande gioia della sua nascita perche’ e’ il piu’ grande dono che Dio avesse potuto dare al mondo: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito” (Giovanni 3,16).