Padre Marcel Dubois, domenicano, fu un filosofo, teologo, insegnante, guida spirituale e custode delle anime.

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Nato in Francia nel 1920, entrò giovanissimo nei Domenicani dove ricevette una rigida formazione come insegnante di tomismo. Arrivato in Israele nel 1962, al fine di accedere alla Casa di S. Isaia, una comunità di domenicani impegnati nella scoperta della realtà del popolo ebraico, Dubois fu presto assunto presso l'Università Ebraica di Gerusalemme per insegnare Aristotele e Tommaso d'Aquino. Per molti studenti ebrei israeliani, fu il primo sacerdote cattolico che avessero mai incontrato. Il suo impegno attento e amorevole verso i suoi studenti infranse gli stereotipi che molti di quegli israeliani avevano ereditato dalla generazione ebraica della Shoah che li aveva preceduti. Centinaia di studenti affluivano ai suoi corsi, che generalmente comprendevano un'introduzione al cristianesimo, corsi impartiti in ebraico, caratterizzato dal suo forte accento francese. In un paese dove i cristiani costituiscono circa il due per cento della popolazione, Padre Marcel rivelava un aspetto della Chiesa post-conciliare (Concilio Vaticano II), impegnata in un dialogo serio, rispettoso e affettuoso con il popolo ebraico. In seguito, come responsabile del dipartimento di filosofia, fu riconosciuto cittadino israeliano e divenne una figura pubblica ben nota. Ottenne il riconoscimento dalle autorità accademiche e civili israeliane e prestigiosi riconoscimenti, tra cui, nel 1966, il Premio del Presidente dello Stato d'Israele per il suo contributo alla società israeliana. I suoi costanti dibattiti pubblici con il celebre  filosofo ebreo ortodosso, il professor Yeshayahu Leibovitz (1903-1994), che fu molto critico nei confronti del cristianesimo, furono sempre più popolari tra gli intellettuali di Gerusalemme.

Padre Marcel aveva già incontrato degli ebrei cattolici a Parigi, quindi fu molto naturale il fatto che fosse coinvolto nella vita della keillah, il cui fulcro, a Gerusalemme, era rappresentato dalla Casa di S. Isaia, dove visse e,  che servì, in seguito, come superiore. Si conserva un vivo ricordo della sua predicazione, le sue conferenze e saggi, nonché la sua attenzione amorevole nei confronti delle tante persone della comunità. All’interno della Chiesa Cattolica post-conciliare, padre Marcel era un teorico, teologo e attore molto seguito nel dialogo con il popolo ebraico, che si stava sviluppando. I suoi scritti e conferenze, soprattutto in francese, ebbero una grande influenza sulla generazione post-conciliare dei teologi che lavoravano allo sviluppo del nuovo rapporto tra Chiesa e popolo ebraico. Padre Marcel attirava continuamente flussi di visitatori alla ricerca della guida di quest’ uomo che aveva trovato un posto nella società e nel cuore del popolo ebraico in Israele.

Durante i suoi ultimi anni, soprattutto dopo la prima rivolta palestinese contro l'occupazione israeliana, alla fine degli anni ‘80, Padre Marcel cominciò a prendere una certa distanza rispetto a qualsiasi appoggio unilaterale a favore dello Stato di Israele . Rimase però fedele al suo amore per il popolo ebraico. Non fu più coinvolto nella keillah durante quegli anni ma alcuni gli rimasero ancora profondamente legati.

Dopo la sua morte avvenuta il 15 Giugno 2007, il noto quotidiano israeliano di  lingua ebraica, HaAretz definì Dubois “un’incantevole pietra umana di Gerusalemme” (18.06.2007). Appassionato di Gerusalemme e di tutti i suoi abitanti, Padre Marcel resterà una testimonianza per la Chiesa nella sua opera instancabile per la riconciliazione, il dialogo e la ricerca della giustizia e della pace. Oggi, molti israeliani pronunciano dopo il suo nome: "Zikhrono livrakha - Possa la sua memoria essere benedetta."

(La traduzione è di Lilia Cardinale)