Il 13 Gennaio 2017, vigilia della Giornata Mondiale del Migrante, Benedetto, seminarista del Vicariato San Giacomo, ha animato questa preghiera per il gruppo giovani “Fiore del Deserto”.

prayer migrants2017

Prima parte: Gesu’ il rifugiato

“Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo". Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio. [...] Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e và nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino". Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: "Sarà chiamato Nazareno". (Matteo 2,13-15. 19-23)

1. Gesù conosce le sofferenze e le difficoltà fin dall'inizio della sua vita.

2. Come se non fosse bastato a Dio diventare un uomo, non ha avuto nemmeno una casa.

3. E ha accettato tutto questo per me.

Seconda parte: noi siamo rifugiati

“La nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose”. (Filippesi 3,20-21)

1. Io vivo nel mondo, ma il mio cuore è in cielo.

2. Non confondo il contingente per cio’ che e’ importante e viceversa.

3. Mi ricordo che il Regno di Dio mi sta aspettando.

Terza parte: il mondo e’ un rifugiato

“Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi. La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sapppiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poiché nella speranza noi siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza”. (Romani 8,18-25)

1. Tutto volge al termine.

2. Anche questo mondo passerà.

3. Se tutto finira’, per che cosa devo vivere? E come?

Conclusione: Se tutti siamo rifugiati, cosa posso fare per aiutare coloro che hanno più bisogno?