Il 29 Dicembre, pochi giorni dopo Natale, la Chiesa celebra la festa del Re Davide.

david

Il Nuovo Testamento inizia con il versetto: “Genealogia di Gesu’ Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo” (Matteo 1,1). Gesu’ e’ conosciuto come “figlio di Davide”, che ha ereditato la regalita’ dall’amato re di Israele. San Paolo ci ricorda nella Lettera ai Romani che Gesu’ Cristo nostro Signore e’ “nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, e fu costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti” (Romani 1,3-4).

Davide e’ una delle figure piu’ note nel Vecchio Testamento, il pastore diventato re e amato da Dio. Quando cerca di costruire un tempio per Dio, Dio gli dice: “Io assicurero’ dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e rendero’ stabile il suo regno. Egli edifichera’ una casa al mio nome e io rendero’ stabile per sempre il trono del suo regno” (2Samuele 7,12-13). Questo figlio, cosi’ credono i cristiani, non e’ solo Salomone, ma il figlio che nascera’ dalla casa di Davide, il Messia, il Figlio di Dio.

Alcuni potrebbero essere sorpresi del fatto che Davide venga festeggiato come santo nella Chiesa. Ha fatto grandi cose per Israele ma era anche un peccatore. Questo ci ricorda che il santo e’ colui che e’ profondamente consapevole delle sue debolezze e che chiede continuamente il perdono di Dio. Secondo la tradizione, Davide e’ il compositore del Libro dei Salmi, una collezione che illustra l’intera esistenza umana – la gioia e l’esultanza, la fragilita’ e l’oscurita’ della persona umana davanti a Dio.

Forse l’episodio piu’ memorabile della vita di Davide e’ il suo pentimento per cio’ che ha fatto quando ha preso Betsabea dal marito Uria, commettendo adulterio e facendo uccidere Uria. Il pentimento di Davide e’ stato immortalato nel Salmo 51, un salmo che e’ diventato l’inno di pentimento per ogni cristiano. “Pieta’ di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bonta’ cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che e’ male ai tuoi occhi, io l’ho fatto; percio’ sei giusto quando parli. Retto nel tuo giudizio” (Salmo 51,1-6)