Padre Bruno Hussar, un padre domenicano nato in Egitto da una famiglia ebraica di origine ungherese ed arrivato in Israele all’inizio degli anni Cinquanta, fu il primo a celebrare la S.Messa in ebraico a Giaffa nel 1955. Dopo che lui si fu trasferito a Gerusalemme, lo sostituì nel 1958 padre Alfred Delmée, un sacerdote belga che consacrò la sua vita al servizio della comunità di lingua ebraica della città. Morì in un tragico incidente stradale nel 1985. Nel 1970 arrivò in città padre Gregor Pawlowski, ebreo polacco, sopravvissuto alla Shoah, che iniziò a lavorare con i molti polacchi che vivevano in città, una parte dei quali sposata con un partner ebreo. I loro bambini, frequentando le scuole ebraiche, parlavano ebraico e così la comunità polacca divenne comunità di lingua ebraica. Oggi la comunità è seguita da fra' Apolinary Szwed, francescano polacco.

La comunità di Tel Aviv-Giaffa si incontra per la preghiera in una cappella all’interno del monastero dei padri francescani a fianco della chiesa di San Pietro a Giaffa. La S.Messa viene celebrata alle 18.30 di giovedi, sabato e domenica.

Giaffa è citata nella Bibbia per due eventi. Il profeta Giona si imbarcò qui per fuggire dal Signore, che gli aveva comandato di portare la Parola di Dio agli abitanti di Ninive. Nella sua preoccupazione per tutti i popoli,  Dio chiede ad un profeta da Israele di andare ad avvisare un popolo che non conosce Dio prima che questo vada perduto. La stessa salvezza di Giona è legata alla sua missione agli abitanti di Ninive, e questo racconto evoca la missione universale del popolo d’Israele. Molti anni dopo, arriva a Giaffa, Simon Pietro, ebreo anch’esso e discepolo ed apostolo di Gesù. Qui viene informato di doversi recare nella casa di Cornelio, non-ebreo, che abita a Cesarea, per annunciare a lui ed alla sua casa il vangelo della salvezza in Gesù (Atti degli Apostoli 10-11). La città di Giaffa rappresenta qualcosa di importante nella nostra storia: la salvezza è per tutti, ebrei e non-ebrei insieme.

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Interno della cappella di San Pietro, a Giaffa